Quando l’ambiente è tossico: perché il contesto lavorativo plasma il nostro benessere più di quanto crediamo

C'è una verità che spesso ignoriamo: non è solo il lavoro che facciamo a determinare il nostro benessere, ma l’ambiente in cui lo facciamo. Di ambienti tossici e come uscirne.

C'è una verità che spesso ignoriamo: non è solo il lavoro che facciamo a determinare il nostro benessere, ma l’ambiente in cui lo facciamo.

Luoghi, persone, cultura, relazioni, ritmi, non detti, leadership. Ogni elemento del contesto influenza - in modo diretto e spesso invisibile - la nostra energia, la nostra motivazione e perfino la nostra salute psicofisica.

Ci tengo a precisarlo tutte le volte che qualcuno arriva da me con la richiesta specifica: "voglio cambiare lavoro, non ce la faccio più". Andando in profondità scopriamo insieme che il problema non è nel lavoro in sé: task, compiti, ruolo... ma nel contesto: persone, cultura, capo. In questo articolo ti aiuto a capire che impatto ha un certo tipo di ambiente su di te e sulla tua salute mentale e cosa puoi fare per diventare immune all'ambiente tossico e ritrovare benessere e serenità nel tuo lavoro.

Un ambiente tossico è un sistema che consuma

Quando parliamo di contesto “tossico”, non ci riferiamo necessariamente a situazioni estreme. La tossicità può essere sottile, lenta, quasi impercettibile all’inizio.
Può manifestarsi attraverso:

  • leadership rigide o impreparata
  • comunicazione aggressiva o passivo-aggressiva
  • mancanza di riconoscimento
  • micro-conflitti irrisolti
  • caos organizzativo
  • carichi irrealistici
  • pressione costante
  • relazioni disfunzionali
  • assenza di fiducia

A volte basta 1 sola persona a esercitare questo tipo di pressione, a volte dinamiche di team. Nella gran parte dei casi si tratta del capo tossico, con una leadership tossica, che diffonde energia negativa nel team. Ciò porta inevitabilmente a castrare le energie vitali del team che si troverà in difficoltà, a lavorare sotto-stress, e ad arrivare al punto di voler lasciare il lavoro.

Siamo animali sociali: il cervello reagisce al contesto

Non possiamo separare il lavoro in sé - ruolo/ task - dall'ambiente.

Le neuroscienze ci dicono che l’essere umano è progettato per vivere in relazione.
Secondo la ricerca di Naomi Eisenberger (UCLA), le aree cerebrali che si attivano quando viviamo un’esclusione sociale sono le stesse coinvolte nel dolore fisico.

In altre parole: un ambiente lavorativo che ci fa sentire minacciati o isolati genera una risposta reale di allarme nel corpo.

Ecco perché ci si sente stremati dopo una giornata di lavoro: gli ambienti tossici drenano energia, lucidità, motivazione e capacità decisionale.

La scienza del benessere organizzativo lo conferma

Diverse ricerche sottolineano quanto il contesto conti, spesso più del ruolo stesso.

  • AmCham & McKinsey: il 70% del benessere percepito sul lavoro dipende dal clima relazionale e culturale, non dal contenuto delle mansioni.
  • Gallup: avere almeno una relazione positiva nel team riduce il rischio di burnout del 36%.
  • Harvard Business School: la mancanza di sicurezza psicologica è uno dei primi predittori di stress cronico nelle organizzazioni.
  • Positive Organizational Scholarship (Dutton & Spreitzer): ambienti che sostengono le relazioni generano creatività, engagement e resilienza più alti.

Questi studi mostrano che il contesto lavorativo non è lo sfondo, è parte attiva dell'esperienza che facciamo e della percezione stessa del nostro lavoro da parte nostra.

Energy Leadership: come l’ambiente modifica il nostro livello energetico

Nel modello dell’Energy Leadership di iPEC Coaching, l’ambiente può amplificare o ridurre i nostri livelli energetici.

  • In un clima positivo → prevale energia anabolica, legata a creatività, visione, collaborazione.
  • In un clima tossico → sale energia catabolica, fatta di protezione, giudizio, conflitto, paura.

Ecco perché in alcuni contesti ci sentiamo “noi stessi”, mentre in altri ci sembra di perdere pezzi per strada. Il contesto non è mai neutrale: o ti espande o ti contrae.

La tossicità non parla del tuo valore

Molte persone che seguo in coaching vivono un senso di colpa o inadeguatezza quando si accorgono che l’ambiente non funziona più per loro.
Pensano: “Sono troppo sensibile”, “Dovrei adattarmi”, “È così ovunque”.

La verità è diversa: un ambiente tossico non parla della tua forza o della tua resilienza.
Parla dei limiti del sistema. Riconoscerlo è un atto di consapevolezza importante, ed è solo il primo.

Cosa puoi fare se ti rendi conto che l’ambiente ti sta assorbendo energia?

Non sempre si può cambiare il contesto esterno. Anzi, difficilmente potrai cambiarlo ma c'è qualcosa che puoi fare, con alte prospettive di successo: iniziare a lavorare sul tuo ambiente interno:

  • comprendere i tuoi trigger energetici
  • riconoscere cosa ti attiva e cosa ti consuma
  • identificare i confini mancanti
  • uscire dalla risposta di protezione cronica
  • scegliere consapevolmente il livello energetico da cui agire
  • valutare se il contesto può cambiare… o se è il momento di cambiare contesto

Crescita è anche questo: scegliere dove mettere la propria energia.

Per concludere...

L’ambiente non è mai un dettaglio.
È un fattore identitario, energetico e biologico.

E ricordati: se un contesto ti spegne, non significa che tu brilli poco.
Significa che non è il posto giusto in cui brillare.

Se senti che il tuo ambiente di lavoro ti sta consumando energia, e vuoi capire come ritrovare chiarezza, forza e direzione…

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