Cosa si intende con il termine overqualified?
Il termine overqualified viene usato quando una persona possiede competenze, esperienza o qualifiche considerate superiori rispetto a quelle richieste per un determinato ruolo.
Quello che può sembrare un complimento, in realtà spesso nasconde timori e limiti dell'organizzazione.
Quindi, se ti senti in "difetto" perché qualcuno ti ha fatto notare di avere troppe competenze, sappi che il limite è del sistema, non tuo.
Partiamo dal principio.
La scorsa settimana, durante una sessione di coaching, una coachee mi ha raccontato il feedback ricevuto a un colloquio: "le diremo la verità... lei è troppo qualificata per questo ruolo."
In call mi guarda, sospira, e pronuncia una frase che, purtroppo, non mi è nuova "è inutile che provi a cambiare ruolo. Ho troppe competenze, non vado bene. Dovrei ridimensionarmi".
Questo è un pensiero che pensa. Va dritto al cuore della nostra identità professionale e porta a chiederci: chi sono? quanto valgo?
Ma, soprattutto: perché dovrei diventare “meno” per entrare in un sistema che non sa accogliere il mio “di più”?
Quando ti dicono che sei “troppo”, stanno parlando di loro
Essere consideratə overqualified non parla della tua reale capacità o del tuo potenziale.
Parla dell’organizzazione che hai davanti.
Nel coaching lo vedo spesso: il feedback esterno viene interpretato come una verità assoluta, ma va intepretato. Anzitutto non tutti gli HR o hiring manager sanno dare feedback. Punto numero due: non sempre il feedback è lo specchio di qualcosa che non va nel candidato, anzi, il più delle volte si tratta di limiti che fanno parte del contesto.
Quindi se ti è capitato di ricevere un feedback di questo tipo, smettila di sentirti non all'altezza. Vali molto di più, semmai.
Quando un’azienda usa la parola overqualified, spesso sta dicendo:
- “Non sappiamo come utilizzare competenze più mature delle nostre.”
- “Non abbiamo processi, leadership o cultura abbastanza evoluti per accogliere ciò che potresti portare.”
- “Temiamo il cambiamento che potresti generare.”
- “Vogliamo contenere i costi: il tuo valore richiederebbe una retribuzione più alta.”
In altre parole: il problema non è il tuo livello, ma la loro capacità di valorizzarlo.
Il rischio identitario: quando il feedback diventa un’etichetta
Quando interiorizziamo quel “sei troppo”, si attiva una risposta energetica di protezione:
ci abbassiamo, ci rimpiccioliamo, proviamo a diventare più “comodi”.
Nella cornice del Core Energy Coaching questo si traduce spesso in un aumento dell'energia catabolica: giudizio, autocritica, contrazione. È una risposta normale, ma non evolutiva.
Eppure l'autorealizzazione, quella vera, richiede l'opposto: espansione, espressione, autenticità.
Secondo studi recenti sul potenziale umano (Dutton & Spreitzer, Positive Organizational Scholarship; Boyatzis, Intentional Change Theory), le persone danno il meglio quando si muovono in contesti che riconoscono il loro livello di maturità, non quando lo comprimono.
Leadership energetica e contesti che sanno accogliere la seniority
Le ricerche sulla leadership mostrano chiaramente che le organizzazioni più efficaci non temono chi porta un’energia più alta o competenze più avanzate: le cercano.
Un report del Center for Creative Leadership (2023) evidenzia come i team più performanti siano quelli capaci di integrare talenti “high capability” senza percepirli come minaccia.
Un leader energeticamente evoluto non teme l’eccellenza altrui: la usa per accelerare il cambiamento.
Quando invece una cultura è bloccata – gerarchica, rigida, difensiva – ogni persona più matura viene percepita come “troppo”.
Non troppo competente.
Non troppo capace.
Bensì: troppo per il loro livello di consapevolezza.
La domanda che cambia tutto
C’è un passaggio fondamentale che ho condiviso con la mia coachee e che condivido con chiunque abbia ricevuto lo stesso feedback:
❌ “Come devo cambiare per piacere a loro?”
✔️ “Qual è il contesto capace di accogliere e valorizzare la mia espansione?”
Questa domanda ribalta la prospettiva.
Rimette al centro la persona, non il sistema.
È un passaggio identitario, ma anche energetico: si passa da una risposta catabolica (“mi adatto, mi restringo”) a una risposta anabolica (“cerco ciò che amplifica il mio potenziale”).
Se ti hanno detto che sei ‘troppo’, ricordati questo
Non sei troppo.
Non stai sbagliando.
Non devi ridimensionarti.
Stai solo parlando con l’interlocutore sbagliato.
E forse è il momento di cercarne uno che veda nel tuo “di più” un valore, non una minaccia.
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