Energetic Leadership: l'energia che guida (o sabota) chi è alla guida

Cos'è l'Energetic Leadership e perché un leader gestisce energia prima del tempo: i 7 livelli, energia catabolica e anabolica e un esercizio per iniziare.

La maggior parte dei percorsi di formazione manageriale insegna a gestire il tempo: priorità, agende, processi. Eppure i leader più efficaci che incontro nei miei percorsi non si distinguono per come organizzano la giornata, ma per il tipo di energia che portano ovunque si trovino. È un'osservazione che la ricerca conferma da decenni: ciò che un leader trasmette, che si tratti di calma o tensione, fiducia o frustrazione, non appartiene solo a lui. Si propaga al team, ne orienta le decisioni, ne condiziona le performance.

L'Energetic Leadership parte esattamente da qui: dall'idea che guidare non sia solamente una questione di competenze tecniche o di tempo, ma di energia. Un'energia che possiamo riconoscere, misurare e allenare. È il cuore del metodo Core Energy Coaching® su cui si basa il lavoro di coaching e sviluppo della leadership che porto avanti con manager e professionisti. In questo articolo ti spiego che cos'è, quali sono le basi scientifiche che ne rappresentano le fondamenta e da dove puoi iniziare.

Cos'è l'energia di un leader

Parlare di "energia" in questo contesto indica qualcosa di più strutturale: è lo stato interiore da cui un leader pensa, sente e agisce. Si manifesta a partire dalla triade Pensiero-Emozione-Azione che possiamo osservare in ogni decisione, ogni riunione, ogni feedback.

Perché l'energia così tanto? Perché quell'energia è contagiosa. Lo studio ormai classico di Sigal Barsade (The Ripple Effect: Emotional Contagion and Its Influence on Group Behavior, Administrative Science Quarterly, 2002) ha dimostrato che gli stati emotivi si trasferiscono tra i membri di un gruppo: quando il contagio è positivo cooperazione e performance migliorano, intanto che i conflitti diminuiscono; quando è negativo accade l'esatto contrario. Daniel Goleman, Richard Boyatzis e Annie McKee hanno costruito su questa evidenza il concetto di leadership risonante contrapposta a quella dissonante (Primal Leadership, 2002): il leader funziona, di fatto, come il sistema limbico del gruppo.

C'è anche un dato che dovrebbe far riflettere ogni organizzazione: secondo la ricerca Gallup (State of the American Manager, 2015), i manager influenzano l'engagement del team per almeno il spiegano il 70%. Non i benefit, non la mission aziendale, non gli snack gratuiti: il vero engagement è dato da chi guida e lui ne è responsabile.

È lo stesso principio che racconto in «Sei tu il vero leader di cui hai bisogno»: la leadership comincia dall'interno, da come stiamo prima ancora che da cosa facciamo.

Energia catabolica vs anabolica

Il modello del Core Energy Coaching distingue due grandi qualità di energia, e qui la parola torna alle sue radici biologiche.

L'energia catabolica è quella che contrae e consuma. È l'energia dello stress, della reazione difensiva, del "combatti o fuggi". Sul piano fisiologico corrisponde all'attivazione da minaccia: aumenta il cortisolo, l'attenzione si restringe, il pensiero si irrigidisce. Nel breve può sembrare efficace perché dà una scarica, fa "agire" ma è un'energia che logora chi la usa e chi la subisce. Un manager in modalità catabolica davanti a una scadenza saltata cerca un colpevole, alza la voce, accentra il controllo.

L'energia anabolica è invece quella che costruisce. È generativa, orientata alle possibilità. Davanti alla stessa scadenza saltata, un leader in modalità anabolica chiede: cos'è successo e cosa possiamo imparare? - e crea uno spazio di comunicazione che permette al team di riflettere e trovare una soluzione. Non si tratta di ingenuo ottimismo: è la condizione in cui le emozioni positive permettono al pensiero e alle azioni di espandersi, come descrive la broaden-and-build theory di Barbara Fredrickson (American Psychologist, 2001).

La distinzione è importante perché ribalta un'idea diffusa: l'energia catabolica non è "negativa" da eliminare, ma un segnale da leggere. Imparare a riconoscerla è il primo passo per rispondere in modo consapevole, anziché reagire, un tema che approfondisco in «Stress da lavoro: come il career coaching aiuta a ritrovare l'equilibrio».

I 7 livelli energetici

All'interno di queste due grandi famiglie, il Core Energy Coaching® (sviluppato da Bruce D. Schneider, Energy Leadership) individua sette livelli, ciascuno con un pensiero e un'emozione che lo caratterizzano. Non sono "tipi" di persona: sono stati in cui ognuno di noi sperimenta, anche più volte in una giornata. I primi due sono prevalentemente catabolici, dal terzo in poi l'energia diventa progressivamente anabolica.

  1. Livello 1 – Vittima. Pensiero: non posso farci niente. Emozione: apatia. Il leader si sente sopraffatto e immobile.
  2. Livello 2 – Conflitto. Pensiero: è colpa di qualcuno. Emozione: rabbia. Energia combattiva, "io vinco, tu perdi".
  3. Livello 3 – Responsabilità. Pensiero: me ne occupo io. Emozione: tolleranza. Primo livello anabolico: si smette di subire e si gestisce.
  4. Livello 4 – Cura. Pensiero: come posso aiutare? Emozione: compassione. L'attenzione si sposta sugli altri.
  5. Livello 5 – Opportunità. Pensiero: ogni situazione è un'occasione. Emozione: serenità. Il leader cerca il win-win.
  6. Livello 6 – Intuizione. Pensiero: creiamo qualcosa di nuovo. Emozione: gioia. Energia visionaria e generativa.
  7. Livello 7 – Non-giudizio. Pensiero: osservo senza giudizio. Energia di lucidità assoluta, rara e momentanea.

La maggior parte dei leader opera, sotto pressione, oscillando tra i livelli 1–3, mentre crede di vivere ai livelli 4–6. Questo scarto tra l'energia che pensiamo di avere e quella che esprimiamo davvero quando le cose si complicano  è il vero terreno di lavoro. È anche, spesso, ciò che blocca l'azione: ne parlo dal punto di vista delle neuroscienze in «La paura di fare il primo passo».

Come si misura: l'ELI Assessment

Tutto questo resterebbe astratto senza uno strumento di misura. Qui entra l'Energy Leadership Index (ELI), l'assessment su cui si fonda il metodo.

A differenza dei test di personalità  che fotografano chi sei e tendono a restituire un'etichetta stabile, l'ELI è un assessment attitudinale: misura come percepisci, agisci e guidi, in due condizioni diverse. Restituisce infatti due profili: il tuo livello energetico in condizioni normali e quello sotto stress. La distanza tra i due dice moltissimo sul tuo stile di leadership reale, perché è nei momenti di pressione che emerge l'energia che davvero trasmetti al team.

Il punto di forza, dal mio punto di vista di coach, è che l'ELI non etichetta: descrive un punto di partenza. L'energia, a differenza del temperamento, si può allenare.

Un esercizio di self-awareness per iniziare

Non serve un assessment per cominciare a osservarti. Per questo ti propongo un piccolo esercizio di self-coaching, da fare per una settimana.

Quando inizi a sentir crescere la tensione - durante una riunione, una mail che ti irrita, una scadenza che temi di non rispettare - prima di reagire, fermati, fa' tre respiri e chiediti:

  • Pensiero: che cosa mi sto dicendo in questo momento? (È un disastro / È colpa sua / Me ne occupo io)
  • Emozione: che cosa sto sentendo davvero, sotto la superficie?
  • Azione: da quale livello energetico sto per agire - e da quale vorrei agire?

Il solo fatto di nominare il livello in cui ti trovi crea uno spazio tra lo stimolo e la risposta. Ed è in quello spazio che vive la leadership: non nell'assenza di energia catabolica, ma nella capacità di accorgersene e scegliere.

Annota ogni sera l'episodio più significativo e il livello da cui hai agito. Dopo sette giorni avrai una mappa sorprendentemente nitida del tuo profilo energetico e del punto esatto da cui partire.

Scopri il tuo livello energetico

Se il tema ti interessa e vorresti un confronto professionale che ti aiuti a costruire la tua mappa completa forse dovresti provare l'ELI assessment. Si tratta di rispondere a 70 domande (risposta multipla) così da ricevere il profilo energetico in condizioni normali e sotto stress. Ci faremo poi una call di debrief che ci permetterà di leggere i risultati e da lì, se lo vorrai, intraprendere un percorso personalizzato per lo sviluppo della tua leadership. Prenota una call conoscitiva gratuita per apprfondire.

Fonti citate

Barsade, S. G. (2002). The Ripple Effect: Emotional Contagion and Its Influence on Group Behavior. Administrative Science Quarterly, 47, 644–675. — Gallup (2015). State of the American Manager. — Goleman, D., Boyatzis, R., McKee, A. (2002). Primal Leadership. — Fredrickson, B. L. (2001). The Broaden-and-Build Theory of Positive Emotions. American Psychologist, 56(3). — Schwartz, T., McCarthy, C. (2007). Manage Your Energy, Not Your Time. Harvard Business Review. — Schneider, B. D. (2008). Energy Leadership. iPEC.

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